IL TAPPO ANTI RABBOCCO E' LEGGE

Adeguarsi è facile. Perchè complicare una cosa semplice?

Articolo su TEATRO NATURALE 05 Dicembre 2014 di R.T www.teatronaturale.it

Con l'entrata in vigore della legge comunitaria 2013-bis (articolo 18, legge 161/2014) è obbligatorio dal 25 novembre scorso che l'olio extra vergine di oliva, e anche il vergine, venga proposto al consumatore con il tappo antirabbocco. Pena una sanzione da 1000 a 8000 euro.

 

Ma come si muoveranno le autorità e gli organismi di controllo? Lo abbiamo chiesto all'Ispettorato Repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e a risponderci è stata la Direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari.

 

Sull mercato esistono molti modelli diversi di tappi antirabbocco. Quali caratteristiche deve avere per rispettare la norma? Occorre davvero che sia certificato o omologato?
"Sono pervenute al Ministero e in particolare  alla competente Direzione generale delle politiche Internazionali e dell'Unione europea (PIUE) diverse richieste di chiarimenti in merito al  “dispositivo di chiusura  delle confezioni degli oli di oliva vergini proposti nei  pubblici esercizi” come emendato all’articolo 18 della legge n. 161 del 30 ottobre 2014.
La citata Direzione si farà promotrice di opportune riunioni con il MiSE  per definire soluzioni possibili (alle quali parteciperà anche l’ICQRF)"

 

Per una volta le autorità cercano di coordinarsi prima di uscire a eseguire verifiche ed eventualmente irrogare sanzioni. Un passo necessario.
Noi ne compiamo un altro. 

 

Nel caso di riscontrata manomissione del tappo antirabbocco a quali sanzioni va incontro il ristoratore?
"Salvo che il fatto costituisca reato, la manomissione del tappo antirabbocco equivale a proporre confezioni privi di dispositivi di chiusura idonei, come previsto dalla norma e, quindi, si applica la sanzione di cui all’articolo 7 comma 3 (come emendato dalla citata legge n 161/2014), che prevede l’applicazione al titolare del pubblico esercizio di una sanzione amministrativa da 1.000,00 a 8.000,00 Euro e la confisca del prodotto. (Violazione quindi non diffidabile)."

 

Il citato articolo 18 della legge 161/2014 prescrive che la bottiglia sia fornita di una chiusura che non consenta il riempimento della bottiglia esaurita, non prescrive che il suddetto tappo sia anche antimanomissione. Una simile interpretazione andrebbe ben oltre la legge.

 

Dunque il tappo, quando integro, deve garantire l'impossibilità di riempire nuovamente una bottiglia esaurita. Una specifica facilmente ottenibile con le tecnologie esistenti e “certificabile” dal produttore del dispositivo di chiusura in fattura e nel documento di trasporto.

Ma quali tappi antirabbocco offre il mercato? Teatro Naturale, in collaborazione con Aifo, ha effettuato un monitoraggio. Ecco cosa abbiamo trovato.

 

Normalmente quando ci ci si riferisce al tappo antirabbocco si pensa immediatamente alle bottiglie con imboccatura 21/29, anche conosciuta come Guala. Si tratta di bottiglie in cui il tappo viene inserito semplicemente a pressione e può essere tolto solo con difficoltà o rompendolo. I tappi per tali bottiglie, simili a quelli di alcuni superalcolici, a volte presentano lo svantaggio di far uscire l'olio molto lentamente e solo dopo qualche scossone. Richiedendo, inoltre, una bottiglia con imboccatura specifica necessitano di propri sistemi di chiusura, con ingenti costi per l'impresa che se ne vuole dotare.

 

Sebbene i tappi Guala Closures siano certamente i leader di mercato, esistono altri potenziali fornitori, come Alplast Chiusure e i suoi tappi Alutop Oil, o Factory Cap con la sua linea Dop.

 

Chi possiede bottiglie con imboccatura a vite, anche nota come Pilfer Proof 31,5x24,6, non deve disperare anche perchè sono stati introdotti in commercio tappi antirabbocco anche per questi modelli di bottiglie.

 

Tra i primi ad aver immesso in commercio un tappo per bottiglie con imboccatura a vite vi è la Factoy Cap, con un tappo in plastica che si applica a pressione, similmente a quanto avviene per l'imoboccatura Guala. In questo caso, tuttavia, il tappo crea un gradino sul collo della bottiglia che potrebbe risultare esteticamente sgradevole sulle bottiglie a collo alto. Inoltre, come per i tappi precedentemente descritti, può essere estratto o tagliato, permettendo la sostituzione dello stesso.
In commercio sono però apparsi anche altri tappi a vite, assolutamente simili a quelli tradizionali con versatore, ma, per l'appunto, con quest'ultimo modificato in maniera da impedire il rabbocco. La soluzione ingegneristica trovata è l'utilizzo di una sfera che, quando la bottiglia è verticale, occluda il versatore, impedendo il rabbocco.
E' teoricamente possibile rabboccare la bottiglia quando piegata e, con un po' di cautela e una buona manualità, lo stesso versatore può essere asportato e riutilizzato più volte prima che la plastica si rompa.

 

Le ditte distributrici di questi tappi sono diverse, in tutt'Italia. Si va dalla Alplast Chiusure, alla Eurocork, alla Metalsughero alla Rapari. Le condizioni commerciali medie di queste ditte sono di 55 euro per 1000 tappi, un costo di pochi centesimi superiore a quello dei classici tappi con versatore non antirabbocco.

 

Ogni tappo presenta i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Tutti i tappi presentati sono antirabbocco ma, in base ai test effettuati, non esiste ancora in commercio un vero tappo antimanomissione.

 

Con l'entrata in vigore della legge comunitaria 2013-bis (articolo 18, legge 161/2014) è obbligatorio dal 25 novembre scorso che l'olio extra vergine di oliva, e anche il vergine, venga proposto al consumatore con il tappo antirabbocco. Pena una sanzione da 1000 a 8000 euro.

 

Ma come si muoveranno le autorità e gli organismi di controllo? Lo abbiamo chiesto all'Ispettorato Repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e a risponderci è stata la Direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari.

 

Sull mercato esistono molti modelli diversi di tappi antirabbocco. Quali caratteristiche deve avere per rispettare la norma? Occorre davvero che sia certificato o omologato?
"Sono pervenute al Ministero e in particolare  alla competente Direzione generale delle politiche Internazionali e dell'Unione europea (PIUE) diverse richieste di chiarimenti in merito al  “dispositivo di chiusura  delle confezioni degli oli di oliva vergini proposti nei  pubblici esercizi” come emendato all’articolo 18 della legge n. 161 del 30 ottobre 2014.
La citata Direzione si farà promotrice di opportune riunioni con il MiSE  per definire soluzioni possibili (alle quali parteciperà anche l’ICQRF)"

 

Per una volta le autorità cercano di coordinarsi prima di uscire a eseguire verifiche ed eventualmente irrogare sanzioni. Un passo necessario.
Noi ne compiamo un altro. 

 

Nel caso di riscontrata manomissione del tappo antirabbocco a quali sanzioni va incontro il ristoratore?
"Salvo che il fatto costituisca reato, la manomissione del tappo antirabbocco equivale a proporre confezioni privi di dispositivi di chiusura idonei, come previsto dalla norma e, quindi, si applica la sanzione di cui all’articolo 7 comma 3 (come emendato dalla citata legge n 161/2014), che prevede l’applicazione al titolare del pubblico esercizio di una sanzione amministrativa da 1.000,00 a 8.000,00 euro e la confisca del prodotto. (Violazione quindi non diffidabile)."

 

Il citato articolo 18 della legge 161/2014 prescrive che la bottiglia sia fornita di una chiusura che non consenta il riempimento della bottiglia esaurita, non prescrive che il suddetto tappo sia anche antimanomissione. Una simile interpretazione andrebbe ben oltre la legge.

 

Dunque il tappo, quando integro, deve garantire l'impossibilità di riempire nuovamente una bottiglia esaurita. Una specifica facilmente ottenibile con le tecnologie esistenti e “certificabile” dal produttore del dispositivo di chiusura in fattura e nel documento di trasporto.

LEGGE MONGIELLO PROPOSTE APPLICATIVE

10 10 2014 - COMUNICAZIONE AIFO 029 ART [...]
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